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sabato 19 marzo 2016

Legionella all'ospedale Baggiovara, Modena

Positive alla legionella le acque all'interno della struttura ospedaliera. Fortunatamente non abbiamo notizie di persone colpite dal virus.
Ci sentiamo di permetterci una piccola polemica avendo appreso che in provincia di Modena sono stati spesi, secondo le dichiarazioni di un consigliere di minoranza, "4,5 milioni di euro nel periodo 2005-2014" per combattere la legionella. Non solo, ma gli esperti ancora non concordano sulle cause scatenanti: Ausl e Dipartimento di ingegneria dei materiali dell’Università di Modena, forniscono motivazioni diverse, in antitesi tra loro.
In mezzo, i cittadini giustamente preoccupati.

(Fonte, Il Nuovo Giornale di Modena)
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lunedì 14 marzo 2016

Legionella: a Massa Carrara, dopo la scuola Giorgini, positiva anche la Don Milani

La legionella in questo periodo è di casa nelle docce delle palestre delle scuole: trovata presso la scuola media Giorgini, oggi è il turno della scuola Don Milani.
Da quanto apprendiamo, diverso è stato l'approccio dell'amministrazione: se nel caso della Giorgini le normali attività sono proseguite, vietando l'uso delle docce, nel caso della Don Milani sono state sospese tutte le attività e avviato subito un procedimento di sanificazione. Che la scuola Giorgini attende da due mesi.

(Fonte, Qui News Massa Carrara)
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sabato 12 marzo 2016

Legionella: da due mesi nella scuola media a Montignoso (MS)

Un caso di legionella, un paio di mesi fa, ha avviato l'indagine che ha portato al verdetto: la legionella vive nelle docce della palestra della scuola media Giorgini, a Montignoso, in provincia di Massa e Carrara. La ripetizione delle analisi, in questi giorni, hanno confermato che il virus è ancora lì.
Proteste del Movimento 5 Stelle perché il sindaco non ha vietato l'utilizzo della struttura, ma solo delle docce. "Aspettiamo la sanificazione da parte dell'Asl", si difende il sindaco.
Da due mesi. La Asl locale, interpellata circa i tempi di intervento dalla stampa locale non ha dato risposta.

(Fonte, Il Tirreno)
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mercoledì 9 marzo 2016

Legionella: ancora un caso il provincia di Pisa

Dopo i tre casi di legionella, quasi costato la vita a un pensionato a Cascine di Buti, a una ventina di km di distanza, nel comune di Lari, un nuovo caso scuote la provincia di Pisa. Una donna di circa 60 anni è tutt'ora ricoverata nell'ospedale di Firenze.
Non c'è dato di sapere in quali condizioni versi la signora. L'Asl Toscana Nord Ovest e il comune si sono premurati di far sapere che la legionellosi non è contagiosa: il batterio vive e si riproduce su vecchie tubature e attacca i polmoni se inalato. Ad esempio, facendo la doccia, quando parte delle piccole particelle di vapore vengono inalate. Da qui il suggerimento di usare degli anticalcare sui diffusori doccia o di sostituirli se vecchi e logori per scongiurare il pericolo.
Rimane da stabilire quali siano le ragioni per cui il fenomeno si sia presentato in così poco tempo più volte a pochi chilometri di distanza.

(Fonte, Qui News Valdera)
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mercoledì 2 marzo 2016

Legionella: tre casi a Cascine di Buti, Pisa

Sarebbero tre i casi di legionella, un batterio che vive nell'acqua e che, se inalato, aggredisce anche gravemente i polmoni, verificatisi nel comune di Buti in provincia di Pisa da metà gennaio. Il caso emerge oggi, 2 marzo, poiché i famigliare di uno dei tre cittadini colpiti hanno reso pubblica la questione anche per ringraziare l'ospedale che sta salvando il loro caro. Ma andiamo con ordine.
Il 14 gennaio un signore 63enne viene ricoverato d'urgenza nell'ospedale di Pontedera. A causa di due precedenti occorsi nei giorni immediatamente precedenti si accerta che il pensionato ha contratto la legionella. Le sue condizioni sono apparse molto preoccupanti. Il signore in questione è in realtà ancora ricoverato e non del tutto fuori pericolo, ma le autorità sanitarie sono ottimiste: si tratta di un uomo forte e in complessivamente buone condizioni di salute e dovrebbe presto poter tornare a casa.

(Fonte, La Nazione)
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sabato 6 febbraio 2016

Legionella: indagati dirigenti della Zep Italia per la morte di una paziente

Il 12 luglio del 2010, presso la clinica privata Cobellis di Vallo della Lucania, una paziente, Antonietta Perretta, ha perso la vita in seguito a infezione da legionella. Il 6 febbraio 2016, il pubblico ministero Paolo Itri ha chiesto il rinvio a giudizio per i responsabili del trattamento dell'acqua sanitaria della struttura per con conto della Zep Italia di Aprilia e del Direttore del Dipartimento Sanitario dell'Asl 3 di Salerno. Il reato loro ascritto è di avvelenamento delle acque e sostanze destinate all'alimentazione.
Nella nota d'accusa si legge che i tre, "in cooperazione colposa tra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, per negligenza derivante dalla mancata attuazione di tutte le misure necessarie a prevenire la contaminazione della rete idrica della struttura sanitaria vallese, ne causavano l’inquinamento della rete idrica con il batterio della ‘Legionella’ e ‘Pseudomonas Aemginosa’ esponendo così al contagio sia le persone ivi ricoverate che i lavoratori".
I rilievi effettuati dopo il decesso della paziente e ancora a distanza di quasi un anno, nel giugno 2011, confermavano la presenza di legionella nell'impianto idrico della struttura sanitaria. La tesi del PM sostiene che i tre responsabili non abbiano adottato tutte le misure possibili per prevenire e arginare il problema. Sarà il gup a valutare se le accuse del PM meritano di essere accolte. L'udienza preliminare è prevista per il 18 maggio prossimo.

(Fonte, Giornale del Cilento)
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venerdì 22 gennaio 2016

Legionella nel carcere di Alba (CN): rischio chiusura

I casi di legionella verificatisi nel carcere di Alba, in provincia di Cuneo, rischiano di portare alla chiusura della struttura. Sono tre i detenuti colpiti nella struttura a cavallo del nuovo anno. Contro la chiusura della struttura penitenziaria si è mossa la Lega Nord. Il vicepresidente della Camera, Calderoli, ha ottenuto dal Governo la garanzia che si procederà alla bonifica della struttura.
Il carcere di Alba non è nuovo a situazioni simili. Negli ultimi anni due detenuti e una guardia penitenziaria hanno contratto il batterio.
La legionella ha un tasso di mortalità di circa il 10%.

(Fonti, Targato CN; Epicentro)
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