La trappola per Renzi è tesa. Giocando in anticipo, il M5S scarica sul PD la responsabilità di far approvare il ddl Cirinnà sulle unioni civili. Non ti è chiaro? Seguimi, sono sicuro di non sbagliare. Ho già spiegato altre volte che l'intento di Renzi su questo provvedimento è uno solo: farlo bocciare. Perché? E come?
Unioni civili: la palla al piede di Renzi
Sarai d'accordo con me che al Presidente del Consiglio di me, di te, dei diritti dei cittadini, non frega nulla. Uno che spende 2 o 300mila euro al mese di soldi pubblici per il suo aereo personale, a noi non ci fila di pezza. Renzi, di fronte a un provvedimento sulle unioni civili che è obbligato a portare in discussione (con calma, ovvio: il ddl Cirinnà è stato presentato il 15 marzo 2013, tre anni fa); un ddl capace di muovere centinaia di migliaia di persone e di portarle in piazza spaccando letteralmente l'Italia; di fronte a questo, lui che dovrebbe rappresentare un partito di sinistra, ma che di sinistra non è, ha un solo pensiero: come non perdere voti o, almeno, limitare i danni?
Ecco: la sua strategia e come sia stata disinnescata dall'iniziativa del blog di Grillo (continua)
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sabato 6 febbraio 2016
mercoledì 3 febbraio 2016
Diciamolo: sulle unioni civili gli unici Sì certi sono del M5S
Sottotitolo: ma solo se il testo rimane invariato.
Sono alcuni giorni che sui quotidiani circolano presunte voci secondo le quali il PD teme il voltafaccia del M5S sul ddl sulle unioni civili. E, forse, adesso sarebbe il caso di mettere qualche puntino al posto giusto. Sì, perché il ddl Cirinnà, quello finalmente in discussione al Senato, arriva dopo il ddl presentato dal Movimento 5 Stelle sulle unioni civili, ma bocciato in prima lettura. Sì, perché il ddl Cirinnà è stato presentato il 15 marzo 2013 e solo ora, dopo quasi tre anni, il Governo ha deciso fosse arrivato il momento di discuterlo. Sì, perché il Movimento 5 Stelle ha dichiarato che avrebbe sostenuto il disegno di legge del PD (questo, della relatrice Cirinnà, PD appunto) fin dal primo momento nonostante lo considerasse un compromesso al ribasso. Sì, perché anche il voto in rete degli attivisti ha confermato quasi due anni fa che quel disegno di legge va approvato. Sì, perché anche ad agosto, dopo l'ennesimo ammonimento dell'Europa per il ritardo italiano su una legge sulle unioni civili, di nuovo anche dal blog di Grillo si è levato il grido dei 5 Stelle perché venisse discusso. Sì, perché il M5S, benché all'opposizione, non ha presentato un solo emendamento per favorirne il successo. Sì, perché il 23 gennaio il Movimento 5 Stelle era in piazza con chi chiedeva di approvarlo com'è.
Unioni civili: di chi temere il voltafaccia
Certo non di Alfano. O di Casini. O della Lega amica di Casa Pound: tutto soggetti dichiaratamente per il NO. Il partito che ha i connotati della DC, ma che vuole ammiccare a sinistra quanto al Vaticano, non è SEL (peraltro escluso dalla kermesse in quanto non presente al Senato). Chi ha in seno non meno di venti senatori contrari al ddl sulle unioni civili, qualcuno persino presente al Family day, è proprio il PD. Il quale PD, con le "voci" che fa circolare sui quotidiani amici in questi giorni, sta preparando il terreno perché passi un ddl mozzato quanto meno dell'articolo 5, quello che riguarda la stepchild adoption (adozione del figliastro) così da poter dire ai "sinistri" "Ecco, abbiamo fatto la legge!" e ai vaticanini "Sì, dovevamo, ma l'abbiamo depotenziata".
Perché, gli unici Sì certi al ddl sulle unioni civili, sono quelli del M5S.
Sono alcuni giorni che sui quotidiani circolano presunte voci secondo le quali il PD teme il voltafaccia del M5S sul ddl sulle unioni civili. E, forse, adesso sarebbe il caso di mettere qualche puntino al posto giusto. Sì, perché il ddl Cirinnà, quello finalmente in discussione al Senato, arriva dopo il ddl presentato dal Movimento 5 Stelle sulle unioni civili, ma bocciato in prima lettura. Sì, perché il ddl Cirinnà è stato presentato il 15 marzo 2013 e solo ora, dopo quasi tre anni, il Governo ha deciso fosse arrivato il momento di discuterlo. Sì, perché il Movimento 5 Stelle ha dichiarato che avrebbe sostenuto il disegno di legge del PD (questo, della relatrice Cirinnà, PD appunto) fin dal primo momento nonostante lo considerasse un compromesso al ribasso. Sì, perché anche il voto in rete degli attivisti ha confermato quasi due anni fa che quel disegno di legge va approvato. Sì, perché anche ad agosto, dopo l'ennesimo ammonimento dell'Europa per il ritardo italiano su una legge sulle unioni civili, di nuovo anche dal blog di Grillo si è levato il grido dei 5 Stelle perché venisse discusso. Sì, perché il M5S, benché all'opposizione, non ha presentato un solo emendamento per favorirne il successo. Sì, perché il 23 gennaio il Movimento 5 Stelle era in piazza con chi chiedeva di approvarlo com'è.
Unioni civili: di chi temere il voltafaccia
Certo non di Alfano. O di Casini. O della Lega amica di Casa Pound: tutto soggetti dichiaratamente per il NO. Il partito che ha i connotati della DC, ma che vuole ammiccare a sinistra quanto al Vaticano, non è SEL (peraltro escluso dalla kermesse in quanto non presente al Senato). Chi ha in seno non meno di venti senatori contrari al ddl sulle unioni civili, qualcuno persino presente al Family day, è proprio il PD. Il quale PD, con le "voci" che fa circolare sui quotidiani amici in questi giorni, sta preparando il terreno perché passi un ddl mozzato quanto meno dell'articolo 5, quello che riguarda la stepchild adoption (adozione del figliastro) così da poter dire ai "sinistri" "Ecco, abbiamo fatto la legge!" e ai vaticanini "Sì, dovevamo, ma l'abbiamo depotenziata".
Perché, gli unici Sì certi al ddl sulle unioni civili, sono quelli del M5S.
giovedì 28 gennaio 2016
Unioni civili: Renzi bara, prende tempo e farà bocciare il ddl
Lo ricordate, vero? Il Renzi d'assalto che prometteva la legge sulle unioni civili in cento giorni? Ecco, non c'è più. O, forse, non c'è mai stato. In barba alle promesse, il ddl Cirinnà attende da tre anni la discussione e, con oggi, si arriva a posticipare il primo voto a dopo il Family day.
La terza strada, che ora appare improbabile, è che si materializzino dei nuovi "responsabili" Verdini & soci Style, che sostengano il PD nell'approvazione di una legge sulle unioni civili che di fatto scontenterebbe tutti, ma gli permetterebbe di dare un colpo alla botte (a sinistra, "una legge finalmente e solo noi l'abbiamo fatta") e uno al cerchio (a destra, "é una legge equilibrata che difende la famiglia tradizionale e bla bla").
E, no, non me lo vedo.
Il ddl Cirinnà non vedrà mai la luce
Lo diciamo da un mese: Renzi non si metterà contro l'elettorato cattolico solo perché qualcuno reclama diritti. Il massimo che potrebbe essere disposto a concedere sarebbe un principio di unioni civili, non compiuto, e l'affido rafforzato invece dello stepchild adoption. Il sogno, che il ddl Cirinnà non passi. E il sogno di colui che con la bocca ammicca all'elettorato di sinistra, ma coi fatti alla chiesa cattolica, è vicino. E' certo, infatti, che il M5S non voterà a favore di un ddl snaturato, svalorizzato e, senza i voti dei 5 Stelle, la legge non si farà. Renzi potrà apparire per ore in tutti i programmi televisivi a spiegare "quanto avrebbe voluto, con tutto sé stesso, che una legge fosse approvata, ma quei maramaldi dei 5 Stelle, insensibili verso milioni di persone che desiderano riconosciuti i propri diritti, verso l'Europa che preme e bla bla".La terza strada, che ora appare improbabile, è che si materializzino dei nuovi "responsabili" Verdini & soci Style, che sostengano il PD nell'approvazione di una legge sulle unioni civili che di fatto scontenterebbe tutti, ma gli permetterebbe di dare un colpo alla botte (a sinistra, "una legge finalmente e solo noi l'abbiamo fatta") e uno al cerchio (a destra, "é una legge equilibrata che difende la famiglia tradizionale e bla bla").
E, no, non me lo vedo.
sabato 23 gennaio 2016
Unioni civili, politica incivile
#sveglititalia riempie 98 piazze nel mondo in favore delle unioni civili e la politica pensa a non perdere voti. Il senso delle ultime ore è tutto qui. Come raccontato su Blasting, Maroni fa le prove generali per il Family day usando il Pirellone, sede del Consiglio regionale della Lombardia, per la sua personalissima posizione sulle unioni civili mentre il PD di fatto non prende ufficialmente posizione. Il lamento di Renzi ("una legge va assolutamente fatta, solo noi nelle 28 nazioni europee non l'abbiamo") suona come una minaccia a chi su questa occasione puntava davvero. Il rischio è che per avere una legge sulle unioni civili a tutti i costi, si accettino gli emendamenti che di fatto toglierebbero alla legge l'efficacia agognata. Il M5S attende alla finestra: ha già più volte confermato la propria adesione al ddl Cirinnà se rimarrà inalterato, viceversa si opporrà.
Il sogno incoffessato di Renzi rimane proprio questo: che il ddl sulle unioni civili venga svalorizzato dagli emendamenti e che il M5S, così modificato, non lo sostenga più. A televisioni unite, Renzi potrà dichiarare di aver voluto a tutti i costi un provvedimento sulle unioni civili, ma per colpa dei 5 Stelle non si è potuto avere. Sperando di non dover più affrontare, tra una riforma sfasciaItalia e l'altra, argomenti cari a milioni di amanti dei diritti civili.
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giovedì 21 gennaio 2016
80 piazze per il SI' alle unioni civili il 23 gennaio
#svegliatitalia: hanno battezzato così l'evento che porterà in 80 piazze italiane ed europee il desiderio di milioni di cittadini che le unioni civili diventino realtà. Indetto da Arcigay e associazioni lgbt, rimbalzato su gay.it e altri magazines omosessuali, l'invito è stato accolto da M5S e SEL. Assente il PD, ancora bloccato da faide interne. La manifestazione servirà a spingere le ragioni di chi vuole che il ddl sulle unioni civili venga approvato e senza modifiche.
Luoghi, informazioni e ultime news qui >>>
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mercoledì 20 gennaio 2016
Dimissioni e nuove elezioni: la strada che non è piaciuta alla sindaca di Quarto, Rosa Capuozzo
Se vuoi fare politica, pulita, in un comune come Quarto, sciolto già due volte per mafia; se vuoi essere diverso dal centrodestra, al governo del comune di Quarto nelle occasioni in cui fu sciolto per mafia; se vuoi essere diverso dal PD che oggi conta 86 eletti tra indagati e arrestati; se vuoi essere diverso dal PD di Quarto, non ammesso alle elezioni per la quantità di firme false raccolte; se vuoi urlare "la mafia fa schifo" senza nemmeno usare la voce, in un caso come questo, a Quarto, Rosa Capuozzo non aveva che una strada: dimettersi e permettere ai cittadini di votare la sua incorruttibilità accertata.
Queste e altre ragioni del sì alle dimissioni di Rosa Capuozzo, sindaca ex M5S di Quarto (continua)
Queste e altre ragioni del sì alle dimissioni di Rosa Capuozzo, sindaca ex M5S di Quarto (continua)
lunedì 18 gennaio 2016
M5S: Rosa Capuozzo, sindaca di Quarto attacca il Movimento. E la stampa ci ricama su
La questione Quarto, sulla stampa nazionale, deve continuare a tenere banco. No, non per approfondire come la camorra tira i fili dell'Amministrazione locale da decenni, no. Per far passare il messaggio che il Movimento 5 Stelle ha taciuto sulle infiltrazioni della camorra locale, nonostante le prove presentate da Di Maio e da Fico in merito alla loro inconsapevolezza.
Nuova carne al fuoco viene gettata dalla stampa usando a pretesto un post su Facebook della sindaca, Rosa Capuozzo, in carica ancorché scaricata dai 5 Stelle.
A chi giova questo giochetto e perché la stessa attenzione non viene riservata negli 86 comuni che, amministrati dal PD, hanno visto indagati e anche arrestati sindaci o altri esponenti? Continua a leggere >>>
sabato 16 gennaio 2016
Unioni civili: Il PD pronto a tendere la trappola ai 5 Stelle?
Il PD dell'argomento "unioni civili" non ne vorrebbe proprio parlare. Figuriamoci di "stepchild adoption", ossia l'adozione del figliastro, resa possibile alle coppie gay. Men che meno in un momento in cui perdere anche un solo voto, scontentando l'una o l'altra parte dell'elettorato, potrebbe essere disastroso col Movimento 5 Stelle che incalza.
Ma l'avevano promesso agli elettori e risulta nello statuto, per cui prima o poi, è argomento che va affrontato. Ma Renzi ha la strada per cercare di salvare capra e cavoli e tendere una trappola ai 5 Stelle. Leggi come >>>
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